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@COPYRIGHT VAGAMONDE 2007 | credits |

PROGETTI REALIZZATI o IN CORSO 

PARMA GIOCHIAMO INSIEME

Questa iniziativa nasce dall'unione di otto associazioni, compresa la nostra , come risposta ad un progetto indetto dalla “COOP”, NELL'AMBITO DI UNA DELLE SUE SVARIATE INIZIATIVE SOCIALI.
Lo scopo principali di questo era di favorire l'integrazione fra persone svantaggiate attraverso lo sport.
Questo progetto durato due anni, ci ha viste impegnate in molte riunioni in cui si programmava come coinvolgere le persone. Non è stato facile, ma il risultato finale è stato più che soddisfacente.La nostra partecipazione al convegno internazionale, tenutosi a conclusione dell'iniziativa “Parma Giochiamo Insieme”, ci riempie di orgoglio, dimostrandoci che, se lo vogliamo, possiamo fare molto.
Il progetto è terminato in data 15 ottobre 2005 con una cena etnica, curata dalle donne arabe del Rose&Pane, per le 8 associazioni che partecipavano al progetto

DA 10 A 100

E' un percorso di formazione rivolto a donne straniere, che nasce dalla collaborazione tra la nostra Associazione, l'Associazione Milleunmondo, l'Associazione Diversamente di Bologna e l'Ente formativo IAL Parma.
Il contenuto del corso è la conoscenza dei servizi e delle diverse risorse esistenti sul territorio. L'obiettivo è fare in modo che le donne partecipanti diventino informatrici e formatrici nei confronti delle altre donne straniere, partendo dalla propria comunità di appartenenza, e delle loro famiglie, per orientarle all'accesso e all'uso dei servizi, in relazione ai diversi bisogni.
La progettualità del percorso ha visto una stretta collaborazione tra le Associazioni coinvolte, che hanno saputo integrare proficuamente le proprie esperienze e competenze, oltre che la fondamentale conoscenza trasversale del mondo dell'immigrazione femminile.
Parecchie donne immigrate ed italiane della associazione sono state coinvolte sia nella parte organizzativa che nello svolgimento del corso.
Il progetto è terminato nel giugno 2005.

SERVIZIO CIVILE

L'associazione Il Portico, dopo anni di accoglienza a famiglie in difficoltà e a minori, si pone oggi dalla parte delle donne con l'offerta non solo della Sede del Rose&Pane ma anche del progetto relativo al servizio civile. VOLONTARIAMENTE Gli obiettivi del progetto, capitanato da Forum Solidarietà, sono : offrire ai giovani l'opportunità di un processo di apprendimento personale e formativo, attraverso l'avvicinamento dei volontari al mondo del terzo settore e tramite l'acquisizione di competenze specifiche. Sostenere e valorizzare il servizio civile volontario quale importante risorsa della comunità sia come elemento migliorativo della qualità dei servizi offerti a varie fasce di utenti in difficoltà o da sostenere, sia attraverso un rapporto di collaborazione ed interessante interscambio generazionale tra le diverse realtà del volontariato e del servizio civile.
Tramite questo progetto si cerca di promuovere e favorire il punto di incontro Rose&Pane dando continuità agli orari di apertura della casa, altrimenti gestita solo dalle socie volontarie.

Attualmente in corso

LETTURE DAL MONDO

Nel novembre 2004 è iniziata una collaborazione con Libri e Formiche, una libreria per piccoli e giovani lettori di Parma attenta al tema dell'intercultura. Durante Le Settimane dei Diritti, promosse dalla Provincia di Parma, le donne di Vagamonde, all'interno della libreria, hanno presentato letture di fiabe in diverse lingue, con lo scopo di portare ai bambini la conoscenza di parole e suoni diversi e il rammentare ai bambini che vivono l'esperienza dell'immigrazione la memoria della loro lingua madre. Altri eventi si sono ripetuti nel 2005 portati avanti da donne immigrate ed italiane :“Festa Multiculturale” “Progetto Edusol Forum Solidarietà” “ottobre africano” “Convegno sulla nascita a fine ottobre organizzato dalla ASL di Parma”

Attualmente in corso

DONNE Rivelate

Questo è un percorso che nasce dalle riflessioni del gruppo intercultura, in un momento particolare, ovvero l'approvazione in Francia della legge sull'uso dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, all'attenzione di tutti gli organi di informazione come la legge “sul velo”.
Ci sembrava importante non esimerci da questo dibattito, non solo perché lo sentivamo nostro in quanto donne, ma anche perché la nostra Associazione vede partecipare molte donne provenienti da Paesi a religione musulmana. Era importante conoscere, per capire meglio, cosa rappresentasse questo simbolo per le donne direttamente interessate.
Abbiamo quindi promosso una serie di incontri c/o il Rose e Pane, che hanno coinvolto molte donne provenienti da: Marocco, Tunisia, Siria, Sudan.
Parlare del velo ha significato da subito affrontare il tema della condizione della donna nei diversi Paesi, nelle culture e tradizioni, nelle religioni.
Il nostro è stato un tentativo di capire una realtà sociale complessa, un percorso di conoscenza non sulle donne musulmane, ma con loro, condividendo insieme opinioni e riflettendo su un cambiamento di prospettiva, dal momento che molto spesso l'immagine femminile è stata costruita sullo sguardo maschile.
I racconti delle donne ci hanno aperto la porta di una cultura estremamente variegata; in tale complessità, ciò che è maggiormente emerso è l'estrema importanza dell'Islam nella formazione della propria identità, anche se l'atteggiamento nei confronti della religione e i contenuti con cui è motivato sono assolutamente diversificati e soggettivi.
E' stato sorprendente osservare come alla eterogeneità reale della definizione della donna musulmana corrisponda una limitante omogeneità della rappresentazione da parte del mondo occidentale: si impone una falsa opinione dell'Islam, come blocco eterno e monolitico, tutto orientato al passato, ignorandone le mille specificità.
Poche sono le donne che considerano il velo come un obbligo religioso, al contrario; il velo è visto come un fattore di tradizione, o come una questione intima legata ad una certa fase della vita, perché è proprio in contesti interreligiosi che il velo diviene “segno etnico”, assunto anche da donne che non l'avevano mai portato nel paese d'origine.
Spesso infatti è lo sguardo stigmatizzatore della società di accoglienza ad attivare processi di identificazione, per cui il velo è rivendicato come un distintivo di identità sessuale, di tutela della propria femminilità e di completezza religiosa in seguito ad un lungo percorso di maturazione.
Non sono mancati punti di vista diversi, di donne che al contrario rifiutano di portare il velo perché considerano autentica una religiosità che sia rapporto diretto con Dio, senza il bisogno di identificatori esteriori, o altre che si sono sentite nella scelta obbligata di toglierlo per avere la possibilità di una migliore integrazione.
Molte donne hanno messo in luce la profonda contrapposizione all'idea di emancipazione della donna occidentale, parlando di “trappole” che più che valorizzare la donna, ne riducono l'intelligenza e il progresso.
Il confronto, come in ogni dibattito che si rispetti, ha stimolato la nostra curiosità e al tempo stesso suscitato tante perplessità , ad esempio riguardo ai modelli di emancipazione che il mondo ci propone, alla difficoltà di esplicitare le differenze tra religione musulmana e tradizione, all'affermazione di diritti di scelta tramite simboli esteriori.
Ancora è difficile pensare che ci sia un'autentica comprensione reciproca ed esente da ogni tipo di pregiudizio, ma le Vagamonde continuano a fare questo percorso di conoscenza cogliendo sempre il meraviglioso che c'è nella differenza.

NELLE MANI DI MADRE TERRA

E' un'idea che nasce dal raccontarsi delle donne che frequentano il Rose e Pane. Spesso capita tra donne che un momento di incontro informale diventi l'occasione per condividere le proprie storie, i piccoli e grandi problemi, i desideri e rendersi conto che sono comuni a tante altre.
Partecipando e ascoltando questi piccoli racconti, ci siamo accorte che molte volte le donne si raccontavano delle tradizioni di cura dei propri Paesi d'origine: delle erbe che usavano in Perù come in Moldavia e in Ucraina, dei riti del Senegal o della Costa D'Avorio e del Camerun. Conoscevamo insieme le erbe per affrontare il periodo mestruale, per curare il proprio corpo, i rituali per rendere meno doloroso il parto o per tenere lontani spiriti negativi. Tutto questo ci sembrava costituisse un patrimonio importante, per conoscerci meglio, per conoscere meglio le altre, ma anche per mantenere vivi dei pezzi di storia e di cultura.
Abbiamo allora pensato che fosse importante raccogliere questi frammenti, metterli insieme e dare a tutte la possibilità di costruire una storia comune e condivisa.
E' nato così questo filone tematico, che ha coinvolto in alcuni incontri diverse donne italiane e straniere, che hanno avuto la possibilità di valorizzare saperi che, lontano dal proprio paese, rischiano di essere dispersi, anche per una sorta di “reverenza” nei confronti della medicina e della cultura occidentale.
In questo contesto è nata l'iniziativa legata all'incontro con una donna nativa d'America, grazie all'impegno di Nicoletta, una nostra socia che da anni segue da vicino le tradizioni e i rituali spirituali di questo popolo. Nel 2005 è stato realizzato un incontro pubblico all'interno della Casa del Parco di Parma con i Nativi, a seguire riti spirituali per le donne e per gli uomini sull'Appennino parmense (capanna sudatoria) e presso il punto di incontro Rose&Pane un incontro al femminile con riti, balli e canti indiani per le donne. Una giornata davvero unica.

PROGETTO INSIEME EQUAL 2005-2007

Come si colloca Vagamonde nell'ambito del progetto Equal

Considerando che gli obiettivi individuati sono inerenti all'inserimento lavorativo, sociale e culturale, Vagamonde può essere partner per la realizzazione di azioni orientate alla creazione di spazi e luoghi che consentano alle donne straniere:

•  di intrecciare relazioni che consentano loro di uscire dall'isolamento in cui spesso si trovano. E' un isolamento che ha diverse motivazioni e si distingue anche in base alle appartenenze geografiche: ad es. le donne provenienti dai paesi dell'Est Europa, più facilmente vivono un isolamento connesso al lavoro che svolgono (lavoro di cura familiare), le donne provenienti dai paesi dell'area del Maghreb si trovano invece più facilmente in una situazione di isolamento in relazione alla situazione familiare e ad una maggiore difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro Accanto a ciò si osserva una difficoltà a costruire, o ricostruire, spazi di aggregazione e relazione sociale.

•  Di recuperare tradizioni della cultura di origine, quale spazio dedicato a sé, alla relazione di genere

•  Di trovare luoghi che producano agio e benessere e consentano la trasmissione di conoscenze utili anche alla comunità locale, per una convivenza pacifica fondata sulla reciproca conoscenza.

Dall'esperienza del Punto d'Incontro:

•  Chi sono le donne che lo frequentano maggiormente

•  Quali le più difficili da raggiungere

•  Quali dinamiche relazionali si sono sviluppate

•  Quali ipotesi si possono avanzare per comprendere le dinamiche relazionali e di aggregazione dei diversi gruppi nazionali

•  Quali ipotesi di sviluppo per il Punto d'Incontro e per la creazione di altri spazi

E' in questo contesto di analisi e ipotesi di sviluppo che si potrebbe avanzare il progetto dell'Hammam, e/o di altri microprogetti aggregativi

PROGETTO PEER EDUCATION- CSV ANCONA

Stage formativi per giovani studenti delle scuole superiori che aderiscono al progetto nazionale “dalla peer education alla..”presso il punto incontro Rose&Pane

Attualmente in corso

PROGETTO CENTRI INTERCULTURALI

Promosso dall'Associazione Trame di Terra di Imola, coinvolge differenti realtà della nostra regione.
Due socie, una italiana ed una immigrata dell'associazione stanno seguendo un percorso formativo.

Attualmente in corso

PROGETTO SUI DIRITTI DEI “NUOVI “CITTADINI DEL PARMENSE

Promosso dalla Provincia di Parma, sindacati, Forum solidarietà, Caritas diocesana di Parma e Fidenza. Le donne immigrate hanno lavorato alla costruzione di percorsi comuni con altre 17 realtà associative di Parma e provincia. A fine ottobre il seminario “Nuovi cittadini, nuovi diritti: associazioni, esperti ed istituzioni a confronto.”

CATERING ETNICO

Collaborazioni con il Centro Territoriale Permanente, CIOSF/FP, Provincia di Parma, Coop.Parma giochiamo insieme- Cooperativa sociale La giunchiglia presso il centro Macramè di Collecchio, Cooperativa Proges, Circolo Arci Aquila Longhi di Parma, manifestazione OltreCorrente alle Fiere di Parma, Associazione KwaDunia